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Più ti avvicini alla luce maggiore è la tua ombraovvero dove l'eternità si scontra con il nulla April 20 findus...(la Findus è una società a delinquere gestita da una loggia massonica di merluzzi che sta criogenizzando tutta la specie per sopravvivere all'innalzamento delle acque dovuto all'effetto serra - il loro obiettivo è di risvegliarsi quando le attuali terre emerse saranno invece sommerse - non a caso il loro motto è "Noè non c'è pìù: tocca organizzarsi". Il loro diabolico piano è quello di risvegliarsi al fresco in mezzo a questo mare sconfinato, uscire dai freezer, contare i superstiti e diventare così di fatto la specie dominante sul pianeta - il tutto secondo la profezia di Capitan Findus, che, come tutti sanno, inizia con il tanto emblematico quanto inquietante verso "da consumarsi preferibilmente entro")
November 25 Nulla è come sembra...(ho scoperto che c'era uno che sui topi la sapeva lunga, e giurava che le cose non stavan mica come ce le insegnano all'università, che i topi, se passavano la maggior parte della loro vita nei laboratori di chimica a correre in tondo dentro delle ruote, in realtà lo facevano per condurre esperimenti estremamente fini e complessi sull'uomo e studiarne le reazioni ai loro comportamenti, un piano geniale, diceva il tipo che la sapeva lunga, farci credere di star studiando loro quando invece eran loro a studiare noi) September 23 Chant of Mislaid feelings*/ per Amy, come promesso! (tvb) /*
e dopo il turno di Elle nel Chant of Hermit, ora tocca a Evelyne... (di seguito metto anche i link dei primi Chant, per chi volesse sapere come è iniziato il tutto)
Quando sentì bussare alla porta alle sue spalle si ridestò dai suoi pensieri; al secondo colpo riacquistò padronanza del proprio corpo. “Chi è?” domandò mentre, davanti al grande specchio alla parete, contemplava la propria figura. Non era un gesto di vanità come potrebbe confermare chiunque la conosceva, cercava invece di celare il minimo segno di turbamento e simulare una tranquillità d’animo che in quel momento le mancava. Era una donna affascinante, su questo concordavano tutti, ma lei sembrava non curarsene o per lo meno non lo dava a vedere. Mise in ordine i lunghi capelli neri raccogliendoli sulla spalla sinistra dirigendosi poi verso la porta. “Evelyne sono io, ho necessità di parlarti” La mano sussultò un istante quando si accorse di chi la stava cercando, accennò a ritrarla, desiderando in quel momento di rimanere da sola a rimuginare sui propri pensieri; tuttavia dal tono di Seeto capì che qualcosa di grave era successo e, facendosi forza, aprì la porta e,con un cenno, invitò il ragazzo ad entrare. “Scusa se mi sono precipitato nelle tue stanze a quest’ora senza un preavviso ma devo parlarti urgentemente.” “Cosa succede?” chiese Evelyne cercando di evitare lo sguardo di Seeto. “Tutto a posto Evelyne?” Chiese lui notando la sua finta calma. “Certo, perché?” osservandosi di sfuggita allo specchio notò un lieve rossore e si maledisse per quell’involontario cenno di debolezza, subito cercò di rimediare “mi ero solo appisolata un momento, sono ancora confusa” “E quella lettera?” “Quale lettera?” “Quella che stai stringendo in pugno” Si sentì una stupida, cercava di allontanare da se i propri pensieri e contemporaneamente continuava a stringerli in pugno; come scottata lanciò il foglio incriminato all’interno di un baule lasciato aperto, probabilmente lo stesso dal quale era stato tirato fuori poco prima. Non ti sfugge nulla, pensò lei. “Sono solo un attento osservatore” disse lui, “non potrei svolgere il mio incarico se non lo fossi” aggiunse. Sembra che tu possa leggere nel pensiero alle volte, continuò a pensare lei incapace di aprir bocca; cercando di capire se fosse troppo abile lui a scrutare nel suo animo o troppo poco esperta lei a nascondere i propri sentimenti. “No non leggo nel pensiero Evelyne, e nascondi egregiamente i tuoi sentimenti; se è questo a cui stai pensando” “Alle volte sei decisamente odioso” rispose lei guardandolo dritto negli occhi. “Sei ancora innamorata di lui” sentenziò Seeto incurante di quegli occhi castani puntati su di lui. “Innamorata?” gridò lei, “che ne sai tu dell’amore, tu che l’amore l’hai dato in pasto ai demoni” gli disse stizzita; la sua altezza e la sua sicurezza la facevano apparire ancora più impavida e bella; come se improvvisamente avesse dimenticato i dubbi che l’avevano tormentata fino a qualche minuto prima, stava ora in piedi davanti al ragazzo col volto contratto per la rabbia. “Già che ne so io” sussurrò lui, puntando gli occhi in direzione della finestra, mentre la sua mente tornava a ricordi che il suo cuore si ostinava a celare. Evelyne si morse la lingua, pentita per il colpo basso che gli aveva assestato; Seeto era l’ultima persona che meritasse la sua rabbia. “Scusa, non dovevo” “No, hai perfettamente ragione, che ne so io dell’amore” disse lui, mentre la melanconia trapelava dalla sua voce. “Non avrei dovuto tirare in ballo quella storia” “Non ha importanza me la sono andata a cercare in fondo. Sono stato indiscreto, perdona la mia curiosità. È solo che non voglio che tu commetta il mio stesso errore; sei l’unica a sapere la verità e nessuno meglio di te può capire cosa provo,” disse Seeto, “o cosa non provo” aggiunse, dopo una breve pausa. L’oscurità iniziava a prendere il sopravvento mentre gli ultimi raggi di sole si spegnevano all’orizzonte. “Veniamo al motivo della mia visita” disse improvvisamente Seeto dimentico di ciò che era appena accaduto, “la guerra del sud è venuta a interessare anche l’accademia; ho bisogno di scoprire il più possibile sui nostri nemici e a riportare in vita antiche alleanze. Per farlo dovrò allontanarmi per molto tempo e ho bisogno di qualcuno di cui possa fidarmi e che sia in grado di mantenere l’ordine tra queste mura” “E hai pensato a me?” “Sei l’unica a cui possa affidare un compito del genere” “Hai pensato alle conseguenze? Non tutti i membri del consiglio accetteranno questa decisione” “Non ho tempo per discutere con loro, accetteranno questa mia imposizione, non possono fare altrimenti, devono accettare la mia autorità” “Lo fanno, sebbene più per timore che per rispetto; ma non accetteranno la mia. Appena te ne sarai andato troveranno il modo di liberarsi di me” “Temi le voci di una nostra presunta relazione? Ho messo a tacere quelle voci da tempo” “Torneranno a circolare, lo sai perfettamente.” “Non devi temere le menzogne” “Temo per la solidità dell’accademia. Non hanno digerito il mio ingresso all’interno del consiglio, non ero la prima donna a entrare tra queste mura ma di certo ero la prima ad avere un potere decisionale sull’organizzazione dell’accademia. La mia nomina ad Anziano supremo, anche se provvisoria, attirerà le invidie e i complotti di molti membri anziani che agognano questa carica da sempre.” “Ho già pensato alle eventualità di questa mia decisione e non sarei venuto da te se non fossi certo che è la decisione migliore. Sei l’unica in possesso di molte informazioni riservate che riguardano questo luogo e i rapporti con l’esterno; hai il carattere per farti rispettare e qualora ciò non dovesse bastare le tue abilità magiche sapranno domare qualunque nemico. Non ti avrei chiesto di accollarti queste preoccupazioni se non sapessi che è la decisione migliore per tutti. Non va neanche a me di esporti a pericoli inutili, e per pericoli non mi riferisco solo alle voci che verranno fatte circolare. Temo per la tua vita ma so anche che avrai dalla tua parte l’aiuto di molti uomini qui dentro. Puoi fidarti del druido Brema e del saggio Evest nonché potrai avvalerti del supporto dei negromanti e di molte altre creature. Incontrerai certamente l’aperta l’opposizione di Dargo ma dovrai temere soprattutto i nemici che non puoi vedere. Fidati solo se necessario e mai ciecamente e tieniti sempre pronta a tutto. So che è un compito difficile quello che sto per chiederti ma so anche che hai le capacità per svolgerlo.” “Non credo abbia molte possibilità, mi trovo costretta ad accettare” “Non è un ordine il mio è un favore che ti sto chiedendo, a te l’ultima decisione” Detto ciò le si avvicinò, si portò la mano dietro la nuca per slacciare l’amuleto d’oro che recava al collo e sul quale era rappresentato color rosso sangue l’occhio aperto circondato da otto triangoli. Reggendolo nella mano lo consegnò alla ragazza la quale, senza alcuna titubanza, lo indosso. “Bene ora sei a tutti gli effetti il nuovo Anziano supremo, domani mattina convoca il consiglio e comunica a tutti la mia decisione. Non ho altro da aggiungere se non augurarti buona fortuna. Tieni un occhio puntato verso sud e preparati a ricevere visite” disse Seeto sorridendo. “Tu e i tuoi misteri; spero almeno siano visite gradite” rispose Evelyne sorridente. “è tempo che io vada, Tingel dovrebbe aver ormai aver preparato i miei bagagli; fidati di lui più di chiunque altro e ricorda che è l’unico a possedere tutte le chiavi della torre; trasferisciti inoltre nelle mie stanze sono molto più sicure e…” “Abbiamo finito con le raccomandazioni?” lo interruppe lei “…e buona fortuna” concluse lui. Detto ciò uscì dalla stanza richiudendosi la porta alle spalle. Si diresse a passo spedito verso le sue camere mentre un turbinio di pensieri aleggiava nella sua testa. “Non sono innamorata di lui Seeto, lo odio con tutta me stessa; per ciò che ha fatto alla mia gente, all’impero ma soprattutto per ciò che ha fatto a me” sussurrò Evelyne parlando più con se stessa che col ragazzo che ormai non poteva più sentirla. Posò lo sguardo sul baule ancora aperto, poi sul ciondolo legato al collo, confusa per tutto ciò che stava accadendo quasi non si accorse della lacrima che le stava rigando il volto, fin quando non le solleticò il mento. Non era il tempo per lasciarsi catturare dai sentimenti pensò, con un gesto deciso asciugò quel segno di debolezza; aveva deciso che nessuno, dopo Ilkime, avrebbe meritato più il suo affetto ne tanto meno le sue lacrime. Tutti quelli che avevano avuto l’opportunità di conoscerla negli ultimi anni avrebbero concordato sul fatto che Evelyne era una donna refrattaria ai sentimenti, incapace di pensare a nulla se non al proprio lavoro; e lo credeva anche lei, lo aveva creduto senza dubbi fino a quel momento. Era convinta di poter fare a meno di tutti ma non era così, sapeva qual era la causa dei suoi dubbi ma le veniva difficile ammetterlo. Sciocca, si disse. L’amore non esiste e ora non è comunque il momento migliore per pensarci, domani mi aspetta una giornata dura meglio riposare un po’. Senza neanche cambiarsi si distese sul letto supina osservando il cielo attraverso la grande vetrata di fronte a lei, pochi istanti dopo il sonno calò sul suo corpo e non la abbandono se non con l’arrivo del primi raggi di sole. Dopo essere uscito dalla camera di Evelyne, Seeto si diresse nel suo studio con la mente annebbiata. Davanti a lui vedeva un turbinio di volti e eventi passati che continuavano ad alternarsi incessantemente. Pensò ad Elle e a ciò che li aveva accomunati, pensò a quando aveva deciso di dar vita all’accademia, delle dure battaglie che aveva dovuto combattere per poter ottenere la fiducia degli uomini che gli stavano accanto; ma soprattutto pensava a Evelyne e al modo con cui si ostinasse a sfuggire alle proprie emozioni quasi fossero una colpa di cui vergognarsi e improvvisamente pensò a se stesso, a quando si ostinava, come lei, a nascondere parte di se; ma lui era andato ben oltre e non voleva che lei cadesse nel suo stesso errore. Non biasimava se stesso, non rimpiangeva la propria decisione ma non augurava a nessuno il destino a cui si era condannato. Tornò a pensare al suo primo incontro con Evelyne, quando la vide raggiungere le porte della grande torre, in groppa al suo destriero, venendo a chiedere l’opportunità di studiare presso l’accademia. Generalmente l’accademia accoglieva presso le sue sedi, dislocate in tutto Atre, gli studenti desiderosi di cimentarsi nelle arti magiche, di qualunque natura esse fossero; solo dopo anni di studio ad alcuni di loro era concesso di entrare a far parte della cerchia privilegiata dei membri anziani i quali possedevano l’opportunità di risiedere e studiare all’interno della torre. Evelyne contro ogni buonsenso aveva avuto l’ardire di recarsi alla sede centrale pretendendo di parlare unicamente con Seeto. Ripensando a quell’incontro avvenuto circa due anni prima al ragazzo sfuggì un sorriso, aveva ammirato la sicurezza della giovane e intuendone delle potenzialità che non si dimostrarono inferiori al fascino che l’accompagnava, aveva deciso di darle l’opportunità di studiare presso di lui. Non ebbe modo di pentirsi di quella decisione, Evelyne si dimostro all’altezza della fiducia concessale e ben presto ottenne il rispetto e la stima di molti membri anziani, insieme all’invidia dei rimanenti. Ora era diventata il suo braccio destro e sapeva che nelle sue mani l’accademia avrebbe avuto qualche probabilità di non soccombere al disastro imminente. “è tutto pronto capo” La voce di Tingel lo risvegliò dai propri ricordi. “Bene è tempo di partire allora” “A presto capo” “A presto amico mio, e veglia su Evelyne e soprattutto su di Lei” “Non avete parlato a Evelyne di Lei?” “Non mi è sembrato il caso di darle altre preoccupazioni” “Allora mi occuperò io personalmente di Lei” “So di potermi fidare” Detto ciò si cambiò, indosso lo zaino che Tingel aveva preparato, impugno il proprio bastone, prese la lunga spada a una mano nascondendola sotto la tunica e rientrò nel cerchio che lo aveva condotto in quel posto circa un’ora prima. L’occhio scolpito sulla pedana di marmo prese vita illuminandosi di una luce rossastra, l’ambiente attorno a lui scomparve, questa volta le due torce ai lati non lo seguirono e si ritrovò nell’oscurità totale con unico punto di riferimento l’occhio rosso fosforescente ai suoi piedi. Era partito, e si sentiva tranquillo, la preoccupazione che aveva provato dopo l’incontro con Elle era scomparsa, sapeva che Evelyne sarebbe stata all’altezza del compito e che Tingel avrebbe saputo come occuparsi di Lei. Tingel, un altro strano incontro di cui il destino gli aveva fatto dono; ripensando al piccolo goblin sorrise, ma non era tempo per cadere ancora una volta vittima dei ricordi. Ora doveva pensare unicamente alla sua meta, e a ciò che lo attendeva.
CHANT OF MISLAID FEELINGS ----- FINE
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